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Da visitare in Val Badia, Alta Badia e Marebbe

 

 

Castelli e residenze nobiliari in Val Badia
Castelbadia
Castelbadia / Sonnenburg – San Lorenzo di Sebato
Nei pressi di San Lorenzo di Sebato, alla confluenza della Gadera con la Rienza, s’innalza su un costone roccioso il monastero di Castelbadia, il più antico monastero femminile del Tirolo. Castelbadia era precedentemente il castello dei conti di Lurngau e Pustrissa da cui discese anche Volkhold, il fondatore del monastero. Intorno all’anno 1000 le suore benedettine ricevettero in dono dal conte Volkhold il castello ed anche ampi beni nel territorio di Marebbe e della Val Badia. Fino al XV secolo le badesse di Castelbadia appartenevano all’alta nobiltà. La badessa più nota di Castelbadia è sicuramente Verena von Stuben, che divenne badessa nel 1440. Le esasperate controversie per il predominio tra la badessa Verena von Stuben ed il grande riformatore degli ordini religiosi, il cardinale Nikolaus Cusanus, scossero tutto il territorio. Fino alla chiusura del monastero nel 1785, da parte dell’imperatore austriaco Giuseppe II, tutto il Marebbano e vasti territori della Val Badia furono sotto il diretto dominio della badessa di Castelbadia.
Ebbe così inizio l’inevitabile declino di Castelbadia, fin quando negli anni sessanta del novecento si procedette al restauro e al risanamento. Castelbadia è oggi una struttura originale che offre ai suoi ospiti un ambiente moderno in cui si possono respirare secoli di storia. 

 

Brach
Brach / Asch – Pieve di Marebbe
Brach / Asch, fra Pliscia e Pieve di Marebbe, fu residenza originaria della famiglia nobile Prack,divenuta famosa per le gesta leggendarie del cavaliere Franz Wilchelm detto “Gran Bracun” (+1582). Il castello fu distrutto due volte da un incendio ( nella guerra del 1487 contro Venezia e nel 1958 da un fulmine), la casa è stata ricostruita con le forme originali intorno al 1985.

 

La Gran Ciasa
La Gran Ciasa – Pieve di Marebbe
La Gran Ciasa nel centro di Pieve di Marebbe fu di proprietà dei nobili Moreck. Eretta nel 1575 da Kaspar di Aufkirchen (Dobbiaco), è chiamata dai paesani “Gran Ciasa” (Grande Casa). Oggi ospita l’osteria Trebo.

 

Ras
Castello di Ras – San Vigilio
Il castello Ras o Rost, fra Pieve di Marebbe e San Vigilio fu residenza originaria della famiglia nobile von Rost, che in seguito acquistò Castel Chela (Kehlburg presso Brunico. Le mura più antiche risalgono al XIV secolo. Nel sottotetto sono ancora visibili i merli di un tempo. Le altre costruzioni intorno al castello, una volta sussidiarie, formano con l’edificio princiapale un gruppo di case molto pittoresco.

 

Ciasa dl Maier
Ciasa dl Maier – Piccolino
Il vescovo di Bressanone Andreas v. Spaur fece costruire questa residenza all’inizio del XVI secolo, come sede dell’amministrazione delle fucine vescovili a Alfur. Con la chiusura delle fonderie, a partire dal 1755, l’edificio servì da dimora per i boscaioli delle proprietà del vescovo, fino alla secolarizzazione nel 1803. Da circa 120 anni la residenza appartiene alla famiglia Dejaco.

 

Freieck
Freièck – Piccolino
Questa costruzione fu residenza dei nobili Freièck. Sulla facciata si vede l’affresco del XVI secolo, fatto restaurare da Domenico Piazza verso il 1670, con lo stemma del cardinale Andrea d’Austria, che era figlio dell’arciduca Ferdinando d’Asburgo e di Philippine Welser di Augsburg, e vescovo di Bressanone.

 

Ciastel de Tor
Ciastel de Tor – San Martino
Il Ciastel de Tor troneggia sulla collina sovrastante San Martino in Badia. Le mura di fondazione di questo pittoresco castello risalgono probabilmente all’inizio del XI secolo, quando la parte della vallata a sinistra del fiume Gadera finì nelle mani del Vescovo di Bressanone. Il castello era la sede della signoria di Tor. Nel 1221 il Vescovo di Bressanone diede il castello al casato dei Schöneck. Più tardi entrarono in suo possesso diverse famiglie di nobili. All’inizio del XV secolo il castello servì da sede agli amministratori del vescovo. Nel 2001 il castello venne poi trasformato in un museo che conduce il suo visitatore in un indimenticabile viaggio attraverso la storia della Ladinia partendo dalla formazione delle Dolomiti fino ad arrivare all’economia dei giorni nostri.
www.museumladin.it

 

Rü – La Valle
Il maso Rü a La Valle è documetato già nel 1296, i cui proprietari divennero nobili nel 1573 e si costruirono perciò questa residenza signorile, con cappella interna. Nel 1729 Sebastian Rü era parroco decano a Bressanone.

 

Colz a Badia
Colz - Badia
Quì abitò la famiglia Colz, a partire dal 1475. L’iscrizione HW 1604 e lo stemma in rilievo nella stube rimandano alla famiglia di Hans Winkler da Colz a Ruac in La Ila, proprietaria del maso. La casa attuale porta la data 1613, e nelle decorazioni pittoriche di un balcone sporgente, al primo piano, si può vedere uno stemma e la data 1617. Da secoli la casa è abitata dalla famiglia Irsara.

 

Sompunt
Sompunt – Badia
A metà strada fra Pedraces e La Villa si trova la residenza Sompunt. Sul portale delle pittoresca residenza signorile, con stipiti ad arco in pietra, si legge la data 1598. Sulla facciata rivolta verso il Sasso Croce troviamo decorazioni del XVI secolo e nelle cantine travi e colonne in legno del periodo tardogotico. Sompunt fu proprietà dei nobili Mayrhofer zu Koburg dal 1700 fino a quando si estinsero nel 1859.

 

Ciastel de Colz
Castel Colz – La Villa
Castel Colz (ladino: Ciastel Colz) è il nome con cui viene comunemente chiamato il castello rinascimentale situato a La Villa. Per gli abitanti del posto, di madrelingua ladina è semplicemente la gran ciasa.
Le prime tracce del castello si hanno quando Hans von Rubatsch ottenne dall’imperatore Ferdinando I l’autorizzazione alla costruzione di una residenza nobiliare a La Villa in Badia, e chiamarla Rubatsch (e Residenza Rubatsch è un altro nome con cui è nota la costruzione): è il 1536. Un anno dopo la costruzione è terminata.
È un edificio tozzo, cubico, in stile gotico, che sorge su uno sperone roccioso dolomitico. Quattro sono le torri: due rotonde, due rettangolari, agli angoli opposti.
Successivamente fu modificato dai Colz, a cui deve il nome attuale. Nel XVII secolo si succedettero prima i Winkler (che cambiarono il nome in Winkler von Colz-Rubatscher), poi i Mayerhofer. Da metà ottocento cominciò ad andare in rovina, ma alla fine degli anni ’80 cominciò un’opera di restauro, giunta al termine: il castello oggi ospita un albergo di lusso.
Il nome del castello è legato alle avventure di Franz Wilchelm Brack (o Brach), detto il Gran Bracùn, un cavaliere crudele e allo stesso tempo cortese realmente esistito (nella seconda metà del XVI secolo), che vive nelle storie e leggende della Val Badia, e che sarebbe stato ucciso proprio da un membro della famiglia Colz.

 

Il presente itinerario è disponibile anche come itinerario GPS rilevato con satellite e scaricabile gratuitamente sul vostro navigatore satellitare o telefono cellulare. Per accedere all’itinerario GPS cliccare qui.
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