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Il regno dei Fanes

La leggenda narra dell'espansione e del declino del Regno dei Fanes

“Il Regno dei Fanes” rappresenta di certo una delle leggende più ricche e complesse della tradizione ladina dolomitica. Si tratta dell’unica saga nata sul territorio italiano che sia vagamente paragonabile ai grandi cicli leggendari europei, come quello arturiano o quello nibelungico. Fu raccolta e trascritta verso la fine dell’800 da Karl Felix Wolff.

La conservazione del materiale riguardante le leggende intorno ai Fanes si deve principalmente all'opera di Karl Felix Wolff, giornalista ed antropologo austriaco. La passione per i racconti popolari e le tradizioni orali degli abitanti delle Dolomiti nacque grazie alla badante originaria della Val di Fiemme, che usava cantargliene spezzoni. Dedicó gran parte della sua vita ad esplorare le valli dolomitiche, raccogliendo racconti, fiabe, leggende e testimonianze, con l'intento di trascriverle e pubblicarle. Si imbatté nel nucleo dei Fanes per la prima volta in Val di Fassa, ma lo incontrò anche successivamente in forme diverse nelle altri valli ladine. Wolff era convinto di avere di fronte a sé un materiale che si discostava dalle altre leggende e fiabe, spesso riconducibili alla tradizione fiabesca germanica. Scorse infatti motivi più vicini al mito e probabilmente riconducibili ad epoche più antiche, come la presenza di animali totemici o personificazioni di sole, luna e morte. La ricostruzione del materiale, estremamente frammentato e a tratti confuso lo impegnò per un lungo periodo della sua carriera. I primi accenni appaiono sotto forma di appunti nel 1907, la prima versione ufficiale è del 1932, mentre è del 1941 l'edizione definitiva.

La leggenda narra dell'espansione e del declino del Regno dei Fanes, in origine un popolo mite, caratterizzato dall'allanza con le marmotte dell'omonimo altipiano: quando però la Regina sposó un Re straniero avido e bellicoso che arrivò a sostituire con un'aquila lo stemma dei Fanes, raffigurante da sempre una marmotta, il clima cambiò. Ben presto fece della figlia Dolasilla un'amazzone imbattibile, aiutata dalle frecce infallibili e dalla corazza impenetrabile donatele dai nani. Con Dolasilla al suo comando il Regno si espanse fino al fatale incontro della principessa col guerriero nemico Ey de Net. I due, in realtà già incontratisi anni prima, si innamorarono e decisero di sposarsi. Il Re si oppose duramente fino alla fine, in quanto i nani gli avevano predetto che l'invincibilità di Dolasilla sarebbe durata solo fino a quando non si sarebbe sposata. Prevedendo la fine del suo regno, il Re vendette Dolasilla e il suo popolo, mandandoli allo sbaraglio nell'ultima battaglia, nella quale Dolasilla morì, uccisa dalle sue stesse frecce, rubatele con l'inganno dallo stregone Spina de Mul. Il Re traditore venne tramutato in pietra e i pochi supersititi del Regno dei Fanes si recarono con le marmotte in un antro sotto le rocce del loro regno, dal quale aspettano che suonino le trombe argentate che ne segnaleranno la rinascita.



Una leggenda di Fanes

In Dolomiti si racconta che, una volta all’anno, due misteriose figure femminili compaiono, a bordo di una barca, sulle limpide acque blu del Lago di Braies. La loro storia si perde negli anni che furono, ed è una storia di guerra, di amore, di tradimento. Che inizia nell'antico regno di Fanes.

Alle origini di questa leggenda, c’è l’alleanza delle regina di Fanes con il popolo delle marmotte. Un'alleanzache la regina tiene segreta quando prende, come marito, un re straniero.

Il nuovo re, ambizioso e guerrigliero, stringe invece un’alleanza con l’aquila fiammeggiante.

A qualche anno dal matrimonio, la regina dà alla luce due gemelle: Dolasilla e Lujanta. La madre, di nascosto, affida Lujanta alle marmotte come pegno dell’alleanza, ricevendo in cambio una piccola marmotta.

Anche il re deve dare un pegno analogo all'aquila, e affida le sue figlie ad un servo perchè si rechi al Monte Nuvolau per effettuare lo scambio. Il fagotto consegnato al perfido rapace, però, non contiene una bimba, bensì la piccola marmotta, abilmente e segretamente sostituita dalla regina in accordo con il servo.

Il servo, di ritorno dal Nuvolau, viene sorpreso dal perfido stregone Spina de Mul, che gli appare sotto forma di un mulo mezzo putrefatto. Lo stregone cerca di rapire la piccola principessa, ma fortunatamente interviene un giovane principe duranno, di nome Ey de Net, che annienta lo stregone colpendolo con un sasso.

Spina dal Mul, cadendo, perde una preziosa gemma chiamata "Rajëta". Ey dal Net la raccoglie, e la dona alla piccola Dolasilla che viene riportata sana e salva al castello di Fanes.

Trascorrono parecchi anni, e quando Dolasilla raggiunge la maggiore età, il re di Fanes, sempre più rapito dalla sua ambizione, decide di recarsi con un gruppo di soldati alla ricerca del tesoro del Lago d’Argento. E di portare con sè anche la principessa.

Durante le ricerche nei boschi e tra le rocce che circondano il lago, i soldati trovano una scatola contenente un pezzo di pelliccia di ermellino e della strana polvere grigia. La consegnano alla principessa.

Improvvisamente, compaiono tre nani che supplicano Dolasilla di donar loro la scatola. I nani sembrano disperati, e la principessa, piena di compassione, li accontenta. Riconoscenti, i tre magici esserini la ricompensano rivelandole che, gettando la polvere nel lago, avrebbe potuto veder fiorire il tesoro. Le lasciano anche la pelliccia, dicendole di usarla per farsi fare una corazza: il suo destino è quello di diventare una valorosa guerriera.

Come in ogni incantesimo, però, c'è una condizione. Dolasilla non dovrà però in nessun modo andare in battaglia qualora la pelliccia cambiasse colore.

Nel tesoro del Lago d’Argento, Dolasilla trova inoltre delle frecce incantate e infallibili, che portano negli anni successivi, molte vittorie al suo popolo. Dolasilla viene incoronata come “stella” dei Fanes ed è, oltre che l'unica erede al trono, la vera eroina di Fanes. Grazie ai poteri della figlia, il re di Fanes soddisfa le sue mire espansionistiche e conquista, ettaro dopo ettaro, tutto il territorio che circonda il regno. Non riesce più ad accontentarsi di nulla.

Un giorno, però, Dolasilla fa un sogno strano....
Avevamo lasciato Dolasilla, principessa guerriera, alle prese con una serie di conquiste che permettono a suo padre di espandere a dismisura il regno di Fanes. Una notte, però, le comparve in sogno il Principe dei Cajutes, ucciso durante una battaglia, che la esortò a smettere di combattere con le armi fatate e di portare pace nel regno.

Dolasilla, turbata dal sogno, ne parlò col padre. Ma il re, tutto preso dalle mire espansionistiche, se ne infischiò e continuò a coinvolgere la figlia in nuove battaglie.

Ma qualcuno, tramava alle spalle della famiglia reale. Il perfido stregone Spina de Mul, che aveva cercato di rapire Dolasilla quand'era in fasce, sobillava le popolazioni perchè si unissero contro i Fanes. Non solo. Aveva iniziato a cercare Ey de Net, il giovane principe duranno che salvò la principessa dal tentativo di rapimento. Spina dal Mul volveva che si avvicinasse a Dolasilla per condurla fuori dai combattimenti, e impedir all'esercito di usare le frecce infallibili.

Ey de Net, rintracciato, accettò la proposta dello stregone, e incontrò Dolasilla nella battaglia di Fiames. Il perfido stregone, però, studiava un tradimento: attese il momento propizio e poi, nella concitazione del combattimento, ferì gravemente Dolasilla.

Il principe, che rivedendo la splendida fanciulla aveva provato un tuffo al cuore, la portò subito in salvo offrendole le prime cure. Poi, la riportò al castello tra le braccia dei genitori. Ma non si sentiva tranquillo, temeva che lo stregone, assetato di potere, potesse cercare di nuovo di uccidere la principessa. Così, il principe si rivolse alla potente maga Tsicuta, che lo consigliò di fare forgiare dai nani del Latemar uno scudo per la protezione della principessa. Uno scudo che fosse tanto pesante da non potere essere portato da nessun altro all’infuori di lui. Dolasilla nel frattempo guarì e il re, anch'egli preoccupato della sua incolumità, commissionò ai nani del Latemar uno scudo che potesse proteggerla anche da armi fatate. I nani pensarono che si trattasse dello stesso scudo richiesto da Ey de Net, e costruirono solo un esemplare, di una pesantezza inaudita.

Quando lo scudo venne portato al castello di Fanes, nessuno fu in grado di alzarlo. Venne indetto un concorso tra i soldati e i cittadini: chi fosse riuscito ad alzarlo, sarebbe stato ammesso al seguito di Dolasilla con l'incarico di proteggerla. Ey de Net, cammuffando le sue origini regali, si si presentò a corte e fu l'unico ad alzare lo scudo.

Così ricominciarono le battaglie e i successi, con Dolasilla in prima linea e Ey dal Net al suo fianco. Il legame tra i due ragazzi si fa sempre più stretto e, dopo alcuni mesi, Ey de Net chiede al re la mano di Dolasilla, che desidera smettere di combattere.

Ma il re, a queste parole, si adira...

Avevamo lasciato Dolasilla, principessa guerriera della Val di Fanes, a combattere al fianco del principe Ey de Net, per soddisfare le mire espansionistiche del padre, Re di Fanes. Giorno dopo giorno, battaglia dopo battaglia, tra i due giovani scocca la scintilla dell'amore, in Dolasilla nasce il desiderio di smettere di combattere. Ma non sarà così facile...

Quando infatti il principe Ey de Net chiede al re la mano di Dolasilla, questi si adira vedendosi ostacolato nei suoi desideri imperialistici. Invece di benedire l'unione dei due innamorati, il re bandisce Ey de Net dal regno.

Dolasilla, col cuore infranto, dichiara al padre che non andrà mai più a combattere senza il suo amato.

Il re di Fanes è senza via d'uscita: proprio adesso che aveva deciso di conquistare la Valle Aurona, ricchissima d'oro, si ritrova senza Dolasilla e le sue armi stregate, che finora gli avevano garantito il successo in tutti i territori che aveva invaso.

La sua fame di potere è impossibile da placare, e il re cede ad un'alleanza maledetta. Tradisce il suo popolo stringendo un patto con dei nemici, desiderosi di ribellarsi contro il regno di Fanes, affinché lo aiutino a conquistare l’oro dell’Aurona.

Il Re si nasconde sul Lagazuoi, mentre Fanes viene attaccata dal nemico. Attende che i suoi alleati, come pattuito, lo ripaghino del suo tradimento con i tesori conquistati a Fanes e lo aiutino poi a conquistare le ricchezze dell’Aurona.

Ma non tutto va come previsto. Di fronte al pericolo di un'invasione, Dolasilla si sente costretta ad impugnare le armi per salvare la sua gente, si getta nella battaglia.

In quei giorni, Ey de Net si trova al Lech de Lunedes, dove le fate Mjanines gli appaiono improvvisamente, per metterlo al corrente del tradimento del re di Fanes. Non solo: riceve una terrificante profezia: l’imminente morte della principessa amata, a cui il perfido mago Spina de Mul sta preparando una trappola per metter fine una volta per tutte al regno di Fanes. Cavalcherà a lungo per salvarla, ma non ci riuscirà.

E' ormai la sera prima della battaglia finale, e Dolasilla cavalca sconsolata sui prati dell’Armentara rimpiangendo i momenti felici con il suo principe. Improvvisamente viene circondata da tredici strani bambini, che la convincono a regalar loro tredici delle sue frecce.

Ecco il piano di Spina de Mul: uccidere Dolasilla con le sue stesse armi. I bambini non erano altro che una sua stregoneria.

L’ indomani Dolasila nota che la sua corazza è diventata scura e ricorda la profezia delle fate del lago. Capisce di essere in grave pericolo, tuttavia non rinuncia a combattere. Il tragico presagio diviene realtà dopo poco: Dolasilla viene colpita al cuore dalle sue frecce infallibili.

Spina de Mul è trionfante. Corre subito sul Lagazuoi e pietrifica il re traditore, trasformandolo.....

Nel frattempo, a Fanes è il caos. L'esercito batte in ritirata e la regina ormai è sola. Non le resta che chiedere aiuto alle alleate marmotte, cui aveva affidato la gemella di Dolasilla quand'era ancora in fasce. Le marmotte mandano Lujanta a Fanes. La principessa, che tutti scambiano per Dolasilla, conduce in salvo il popolo presso il Morin di Salvans, nel regno sotterraneo delle marmotte.

Il popolo è salvo, ma resta imprigionato nel regno delle marmotte. Fanes infatti viene distrutta, e la battaglia finale sulla Furćia dai Fers viene vinta dai nemici.

Da allora, una volta all’anno, Lujanta e la regina compaiono in una barca sul Lago di Braies, sotto il quale si troverebbe una porta che conduce all’ ultimo rifugio dei Fanes. Sono ancora in attesa del tempo promesso, nel quale i Fanes conosceranno di nuovo pace e prosperità.

 

Collegamenti:

ilregnodeifanes.it

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