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Da visitare - Le tavolette enigmatiche di Sotciastel

Il Museum Ladin a San Martino in Badia ne detiene quattro, tutte trovate nel sito archeologico di Sotciastel

E' un "Enigma Ladino", un rebus di difficile soluzione. La comunità scientifica da tempo si chiede a cosa servissero queste tavolette risalenti all'Età del Bronzo e mai decifrate.

Il Museum Ladin Ciastel de Tor a San Martino in Badia da tempo sta lavorando ad un progetto internazionale mirato a studiare le cosiddette "tavolette enigmatiche". Si tratta di 334 reperti in ceramica incisa, ritrovati tra alta Italia e area danubiana. Se ne ignora ancora la funzione.

Il Museum Ladin a San Martino in Badia che ne detiene quattro, tutte trovate nel sito archeologico di Sotciastel a Badia, ha aderito ad un programma di ricerca ad altissimo livello finanziando uno dei più importanti passi per consentire agli studiosi di fare chiarezza sul reperto. Ha infatti deciso di far scansionare i reperti in 3D con l'ausilio delle più avanzate tecniche di scanner attualmente in uso. Poi le ha presentate nella mostra per "Enigma" allestita a Cavriana (MN) dove sono state esposte ben 100 delle oltre trecento tavolette attualmente conosciute.

Provengono tutte dalla stessa area compresa tra l'Italia settentrionale ed i Carpazi fino al Basso Danubio. Di quale antica civiltà sono traccia? Ancora non è possibile fare ipotesi vista la loro presenza trasversale nell'arco alpino.

Peculiarità di queste tavolette sono le numerose incisioni di segni e punti, variamente combinati, di cui non sono ancora chiari né funzione né significato. Da qui l'appellativo di "enigmatiche". Anzitutto per la misteriosa forma: le tavolette sono alte circa 10 centimetri e sono larghe 5 centimetri. In gergo scientifico sono chiamate "Brotlaibidole".

Questi oggetti in ceramica - più raramente in pietra - sono risalenti ad un periodo compreso tra il 2.100 ed il 1.400 avanti Cristo. Le quattro tavolette ladine furono ritrovate nel sito archeologico di Sotciastel presso Badia. Non sono più antiche delle altre ‘compagne di mistero' perché risalgono ad un periodo compreso tra il 1.600 ed il 1.250 a.C.

Per censire, studiare e possibilmente decifrare i misteriosi oggetti è partito nel 2006 il progetto internazionale "Enigma". Il programma di studio è stato promosso da Adalberto Piccoli, direttore del Museo archeologico dell'Alto Mantovano a Cavriana, Mantova, che da oltre 30 anni si occupa dei misteriosi oggetti.

Il progetto coinvolge ricercatori e musei di una decina di paesi europei e tra questi anche l'istituzione di San Martino Badia che afferisce ai Musei provinciali altoatesini.

Nel settembre 2010, la località di Cavriana, nel mantovano, ha ospitato un convegno internazionale con i più importanti studiosi che si sono occupati dei "Brotlaibidole". Parallelamente, nell'ambito di "Enigma" si è proceduto alla realizzazione di un corpus completo di tutte le tavolette enigmatiche conosciute, comprensivo di descrizione e documentazione fotografica. Grazie allo sforzo badioto che ha finanziato la scansione in 3D, realizzata da una ditta specializzata di Brescia, potranno però venire nuovi risultati scientifici.

Un lavoro complesso concluso nel novembre 2010 che rappresenta un contributo notevole, in quanto permetterà al progetto di sovrapporre, grazie ad un apposito software, questi reperti con altri provenienti da altri siti, confrontando le caratteristiche dei segni.

Sito di riferimento: www.tavoletteenigmatiche.it
Fonte: www.giornalesentire.it

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